A Pescopagano, una località a pochi chilometri dal centro di Castel Volturno, c’è la chiesa affidata a Daniele Moschetti, missionario comboniano di origini lombarde, che è approdato in Campania dopo aver vissuto in Sudan e nella baraccopoli di Korogocho, in Kenya. È una delle roccaforti del no al Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) che il ministro Piantedosi vuol realizzare a Castel Volturno. Una struttura da 120 posti che è figlia di un progetto di 43 milioni messo a bando da Invitalia e che, sulla base del decreto Cutro, è considerata strategica per la difesa nazionale. Significa deroghe a pioggia relativamente alle norme urbanistiche e paesaggistiche.

Il Cpr dovrebbe essere edificato a La Piana, una località naturalisticamente pregiata che è gestita attualmente dai carabinieri per la biodiversità. Un sito strategico per gli uccelli in migrazione ed un potenziale attrattore di un turismo. «C’è anche questo aspetto di incredibile gravità», sottolinea il comboniano Moschetti alla vigilia dell’assemblea promossa oggi nel centro Fernandes dal fronte del No. All’appuntamento parteciperanno il presidente della Campania, Roberto Fico, che alcune settimane fa ha pubblicamente espresso il no della Regione al progetto, e Pietro Lagnese, vescovo di Caserta ed arcivescovo di Capua.