«La nostra sarà un’ostinata resistenza». La definizione è di Papa Francesco nell’enciclica Laudato sì. Ripresa pochi giorni fa da Papa Leone ad Acerra. E usata ieri a Castel Volturno dall’arcivescovo di Capua e Caserta Pietro Lagnese per ribadire il «no» al Centro di permanenza per i rimpatri nel territorio Casertano: «La nostra sarà un’opposizione rispettosa e non violenta. Ma ferma», spiega il vescovo. Una definizione che convince tutti all’interno del Centro Fernandes, da cinquant’anni riferimento dell’accoglienza. Eppure le sensibilità tra il centinaio di persone che hanno partecipato all’assemblea popolare sono molto diverse. Ci sono migranti e preti, giovani dei centri sociali e suore, rappresentanti dei residenti, realtà associative laiche e cattoliche e i sindacati (all’evento il leader regionale della Cgil Nicola Ricci e la segretaria regionale della Uil Camilla Iovino). C’è chi propone mobilitazioni nazionali, di posizionarsi con le tende nell’area del Cpr, chi chiede interventi su scuole e servizi. Ma tutti sono d’accordo sul dire «no» ai Cpr a Castel Volturno e in tutta Italia . Compresa la Regione Campania. Ad ascoltare tutti i 37 interventi in un’assemblea durata circa tre ore c’è Roberto Fico, accompagnato dagli assessori Andrea Morniroli e Claudia Pecoraro. «Non vogliamo andare allo scontro col Governo, ma faremo comprendere all’Esecutivo le nostre ragioni», dice il governatore appena arrivato nel Centro. Gennaro Sangiuliano e Gianpiero Zinzi apprezzano il tono dialogante ma ribadiscono la posizione della maggioranza di Governo: «Andremo avanti perché sicurezza e legalità sono punti non negoziabili», sottolinea il leader regionale della Lega e deputato casertano Gianpiero Zinzi.