“Noi siamo qui per organizzare una ostinata resistenza”, ha detto stamattina l'Arcivescovo di Capua e Caserta Pietro Lagnese all'assemblea pubblica al Centro Fernandes di Castel Volturno, lanciando il messaggio centrale di un percorso che in poche settimane ha unito una moltitudine di soggetti intorno al rifiuto della costruzione del Cpr.
La resistenza di cui parla Lagnese “vuole essere mite e rispettosa, non violenta, ma ferma, perseverante, senza cedimenti”. Il religioso ha sottolineato che il movimento raccoglie firme “dalla Chiesa ai vescovi, dai movimenti ai centri sociali, dalle istituzioni, dai sindacati, dalle associazioni”, una “dimostrazione di grande maturità” per un'alleanza consapevole che punta a “politiche di inclusione, accoglienza e sviluppo giusto”.
Nel corso della mattinata si sono alternati decine di interventi: testimonianze dirette dalle violazioni nei Cpr, proposte di azioni concrete e immediate sul territorio, approcci legali, richieste di una narrazione alternativa sull'immigrazione e l'integrazione. La diversità degli interventi — dai sindacati ai movimenti, dagli scout agli avvocati, dai mediatori culturali ai cittadini comuni — ha tracciato il profilo di una coalizione consapevole, capace di muoversi insieme pur nel rispetto delle proprie autonomie.










