La Sentinella dell'Est è vigile e attiva. La caduta di un drone russo su un edificio civile in territorio romeno ha fatto scattare l'allarme e attivare una serie di risposte nell'ambito del nuovo programma Nato, tra cui il decollo immediato di due caccia F-16 romeni. Al quartier generale dell'Alleanza atlantica il grado di allerta è alto. Allo stesso tempo la situazione viene definita "dinamica" da alcune fonti, seppure all'interno del livello di guardia.
Budapest ha riunito il Consiglio di sicurezza nazionale ma per ora ha deciso di non richiedere l'attivazione dell'articolo 4 del Trattato atlantico, quello che prevede le consultazioni politiche e militari tra alleati. Il coordinamento tra gli alleati c'è sempre e a diversi livelli, ora va fatto un report sull'accaduto e sull'attivazione della risposta, è il messaggio che arriva dall'Alleanza. In effetti, la missione Eastern Sentry, creata nel settembre 2025 in seguito alle incursioni di droni russi nello spazio aereo polacco, romeno e dei Baltici, è stata messa alla prova. In quell'occasione Polonia e Estonia chiesero anche le consultazioni in base all'articolo 4. La Sentinella del fianco Est è soprattutto un'operazione di sorveglianza e deterrenza che copre il fianco dall'Artico al Mar Nero: una rete integrata di difesa che dalla Finlandia alla Bulgaria mette insieme caccia in allerta, radar e sensori terrestri, navi, sistemi antimissile, intelligence condivisa e centri di comando Nato.













