Bruxelles. Un drone russo si è abbattuto su un palazzo residenziale a Galaţti, città di 250 mila abitanti della Romania, paese membro della Nato e dell’Unione europea. Due persone sono rimaste ferite nell’ennesimo sconfinamento degli attacchi della Russia contro l’Ucraina nel territorio dell’Alleanza atlantica. Le dichiarazioni di condanna si sono sprecate. La Romania “non accetterà, in nessuna circostanza, che la guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina si ripercuota sui suoi cittadini”, ha detto il suo presidente, Nicușor Dan. “L’escalation della Russia sul territorio dell’Ue è sconsiderata e irresponsabile”, ha accusato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. “La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un’altra linea”, ha denunciato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. “Il comportamento sconsiderato della Russia è un pericolo per tutti noi”, ha avvertito il segretario generale della Nato, Mark Rutte: “La notte scorsa ha dimostrato ancora una volta che le implicazioni della loro guerra di aggressione illegale non si fermano al confine”. E poi? A parte la decisione della Romania di chiudere il consolato russo a Costanza e l’annuncio di von der Leyen di un ventunesimo pacchetto di sanzioni, nulla. Il Cremlino si permette altre provocazioni. Dmitri Medvedev ha detto che i cittadini europei “non devono andare a dormire aspettandosi una notte tranquilla”, perché “questa non è l’ultima volta”. Rutte – come Merz e l’ambasciatore americano alla Nato – ha fatto ricorso al ritornello che si sente da quando sono iniziate le prime incursioni russe nei paesi membri dell’Alleanza. “La Nato è pronta a difendere ogni centimetro del territorio degli Alleati”, ha detto il segretario generale. Finora, è accaduto solo una volta, dopo l’ingresso in profondità di decine di droni russi in Polonia lo scorso settembre. Gli aerei della Nato la scorsa settimana hanno abbattuto un drone al di sopra dell’Estonia, ma era ucraino, deviato dai sistemi di interferenza elettronica russi verso i paesi Baltici. La scorsa notte la Romania ha fatto intervenire i suoi caccia dopo l’ingresso nel suo spazio aereo del drone russo, ma non è stato abbattuto perché non ce n’era stato il tempo. Volodymyr Zelenskyy ha spiegato che faceva parte di “un attacco deliberato contro la nostra regione meridionale di Odessa, che confina con la Romania”.Secondo l’esperto francese di geopolitica, Louis Duclos, l’incidente “è il risultato diretto della postura attendista della Nato, che lascia la Russia fare dall’inizio per evitare a ogni costo un’escalation”. La ministra rumena degli Esteri, Oana Toiu, ha detto che l’articolo 4 del trattato della Nato – quello che permette di avviare discussioni formali sulle minacce alla sicurezza di uno stato membro – è “uno strumento che la Romania può usare”, ma che la decisione deve essere “collettiva”. Rutte finora ha scoraggiato i paesi vittime di attacchi ibridi russi a utilizzare l’articolo 4, ufficialmente per il rischio di depotenziarne l’efficacia. I paesi europei della Nato avrebbero la possibilità di prevenire le incursioni dei droni russi creando uno scudo aereo sopra l’Ucraina, o almeno alcune delle sue regioni. “L’iniziativa SkyShield avrebbe potuto prevenire” l’incidente in Romania, ricorda Duclos. Dentro la Nato il timore di essere considerati belligeranti dalla Russia prevale e la postura rimane passiva. Rutte ha promesso che la Nato continuerà a rafforzare la prontezza “per scoraggiare e difenderci da qualsiasi minaccia, inclusi i droni”.
Dopo il drone russo in Romania, Ue e Nato condannano ma non agiscono
Un drone russo colpisce un palazzo in Romania, ma la linea rossa dell’Alleanza e degli europei si sposta sempre un po’ più in là. Mosca continua a lavorare per dividere l’occidente, con la paura










