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I contenuti più profondi e duraturi dell’Enciclica sono quelli che riguardano i principi cristiani che il Pontefice ha voluto evidentemente ribadire. Il Canto libero di Sacconi pubblicato su QN

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La prima enciclica del nuovo Pontificato appare dedicata più che alla Intelligenza Artificiale in sé alla modernità nei molteplici “sogni prometeici” che suscita. Vi si afferma infatti che “per un algoritmo, l’errore è qualcosa da correggere; per una persona, può essere l’inizio di un cambiamento profondo.” E ancora, l’uomo “non fiorisce malgrado il limite ma spesso attraverso il limite”.

Può ora succedere che nel momento in cui il saggio Leone XIV indica con il dito il cielo, molti siano portati a guardare il dito estrapolando le piccole suggestioni contingenti al punto da dedurne perfino delle policy per i decisori. Ma i contenuti più profondi e duraturi dell’Enciclica sono, ancora una volta, quelli che riguardano i principi cristiani che il Pontefice ha voluto evidentemente ribadire proprio in una modernità così pervasiva da incoraggiare le criticate correnti del “transumanesimo” e del “postumanesimo”. Altro che centralità della tecnica!