Spuntano Rangnick e Pochettino. Ma sono impegnati nella rassegna iridata. La rivoluzione di Cardinale rischia di partire in ritardo. Maignan: "Risorgeremo"

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"Prima o poi il Milan risorgerà". In un panorama di depressione acuta vissuta dal mondo Milan, la frase pubblicata ieri da Maignan è l'unico sforzo di ottimismo di facciata arrivato nel bel mezzo di una ricerca frettolosa di figure con cui coprire le caselle vuote dopo il repulisti di lunedì scorso. A cominciare dall'allenatore Allegri che sta discutendo l'exit strategy dopo la mail di esonero ricevuta lunedì. Il tecnico si è promesso al Napoli prima dell'ultimo atto col Cagliari avendo capito che il piano Champions non prevedeva i rinforzi reclamati per affrontarla. Adesso le parti stanno trattando la cifra di buonuscita prima di poter annunciare la firma con ADL che non sarà però l'ultimo atto. Perché alcuni esponenti della rosa milanista arrivata quinta in campionato (tipo Rabiot) sono pronti a seguire Allegri, basterebbe un cenno (magari come rimpiazzo alla partenza di Anguissa). A causa dell'assenza di un Ad a pieno titolo, il cda rossonero ha colmato la lacuna allargando le competenze di Massimo Calvelli, il nuovo acquisto di Cardinale nel board proveniente dal tennis.