di
Monica Colombo
Cardinale vuole rifare il Milan dall'alto, l'allenatore sarà l'ultimo step (ma il basco non è convinto). Napoli, Italiano si sente in pole nella corsa a due con Allegri. Di De Laurentiis l'ultima parola
A 72 ore dall’azzeramento dei vertici sportivi e aziendali del Milan, Gerry Cardinale e il Senior Advisor, Zlatan Ibrahimovic, sono ancora alla ricerca dei profili necessari a riempire le caselle. In teoria si dovrebbe iniziare dall’ad, dopo il sollevamento dell’incarico di Giorgio Furlani: oggi è in programma un cda e si capirà se a titolo transitorio lo storico dirigente continuerà a svolgere le sue mansioni o pro tempore lo sostituirà un altro membro del consiglio di amministrazione (Massimo Calvelli è il maggior indiziato). Del resto in una ricostruzione si dovrebbe partire dall’alto (si sa solo che per la poltrona di ad vengono preferite figure straniere: Michael Edwards del Liverpool il sogno, Ian Ayre del Nashville l’ipotesi) per poi scendere nella piramide. E quindi puntare sul ds: per questo incarico oltre a Ramon Planes, reduce da un’esperienza in Arabia all’Al Ittihad e l’ex Atalanta, Lee Congerton, viene contemplato, in barba alla rivoluzione dei 40enni invocata a inizio settimana, il sessantasettenne Ralf Rangnick. A volte ritornano. Anche senza la mitica macchina del tempo, la DeLorean, di «Ritorno al futuro».











