Seguici anche su

Il ct dell'Austria non è più convinto delle promesse di Cardinale e valuta la retromarcia

Il Milan rischia ancora una volta di dover cambiare i propri piani. Gerry Cardinale ha individuato in Oliver Glasner e Ralf Rangnick i due nomi da cui far partire la rifondazione rossonera ma i dubbi del commissario tecnico dell'Austria potrebbero far saltare nuovamente il banco.

Come noto, Rangnick è il prescelto per diventare il nuovo direttore tecnico del Diavolo ma nelle ultime ore starebbe facendo delle valutazioni più approfondite che lo porterebbero anche a rifiutare la corte rossonera. Nei colloqui londinesi di fine maggio, il tedesco ha fatto delle specifiche richieste alla proprietà del Milan e in cambio avrebbe ottenuto anche delle garanzie. Col passare del tempo, però, quelle promesse ricevute non sembrano più così tanto granitiche, specialmente una.

Nel suo Milan ideale, il classe '58 vorrebbe scegliere il nuovo direttore sportivo, avere il controllo sullo scouting, portare con sé i suoi più stretti collaboratori e, soprattutto, il rispetto dei ruoli societari. Tradotto in altre parole, Rangnick non tollererebbe in alcun modo l'ingerenza di Zlatan Ibrahimovic. Il senior advisor di Cardinale negli ultimi giorni è finito al centro anche delle critiche dei tifosi rossoneri, che lo accusano di prendere decisioni che non gli spettano e di non pensare al bene del Milan.