Proseguono i colloqui anche con gli allenatori, ma almeno in questo ambito la decisione dovrebbe essere vicina: il candidato principale per la panchina del Milan è l'austriaco Oliver Glasner, con un discreto vantaggio sugli altri papabili. Domani era stato inizialmente segnalato come un giorno utile per possibili annunci, ma in realtà la presenza di altri incontri in agenda lascia supporre che il momento sia destinato a slittare ulteriormente. Gerry Cardinale dovrebbe parlare ancora con Jaissle e anche con Amorim. La procedura sta diventando snervante ma il proprietario rossonero, insieme a Zlatan Ibrahimovic, non vuole trascurare nessun dettaglio alla sua prima vera scelta sull’organigramma del suo quadriennio da azionista di maggioranza del Milan iniziato nell'estate 2022. Una tempistica che la dice lunga sulla confusione di questi anni milanisti, sempre scanditi da un peccato originale: la dipendenza di Red Bird dal fondo Elliott, durata fino a pochi mesi fa, che ha portato a prendere decisioni stratificate, come quegli edifici costruiti in epoche diverse che tradiscono a prima vista la loro disomogeneità architettonica (non sarebbe andata così se il Milan fosse stato ceduto, senza bisogno di prestiti del venditore all'acquirente, nella primavera del 2022 al fondo Investcorp del Bahrain). Così è successo per il club rossonero dove ogni nome rispondeva a chi aveva maggior influenza in quella fase, scenario destinato a cambiare in poche settimane in relazione agli eventi.
Milan, Glasner si avvicina. Ma il casting non è finito
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