Fumata nera: Ralf Rangnick non sarà il nuovo direttore dell’area tecnica del Milan. Troppi tentennamenti di fronte alle sue richieste: scelta di ds e allenatore, ampio potere decisionale dallo scouting al settore giovanile, il suo nutrito staff (più di dieci persone) a Milanello. E, soprattutto, nessuna ingerenza: vedasi il caso recente Ibrahimovic-Allegri. I Mondiali sono già iniziati: il tempo è scaduto e il ct ha scelto l’Austria, nel presente e nel futuro. "Conosce i punti chiave del nostro programma, sono molto fiducioso in merito alla sua permanenza", le parole recenti del presidente federale Josef Pröll. Che aveva esaudito praticamente tutte le richieste di Rangnick e gli aveva proposto il rinnovo fino algli Europei del 2028 con ingaggio raddoppiato (da 1 a 2 milioni di euro).

Una rottura che non porterebbe, però, all’uscita di scena di Oliver Glasner, tra i nomi scelti da Rangnick per la panchina rossonera: il 51enne ex Crystal Palace resta in corsa e con lui ci sarebbe un accordo di massima, biennale, da circa 5 milioni a stagione. Anche lui, però, aspetta risposte. "Per essere pronto per un nuovo club, tutto deve essere perfetto. Bisogna avere una buona sensazione: se non c’è, non si fa nulla", aveva detto nei giorni scorsi. Dunque, attenzione. Anche perché i rossoneri continuano il casting. Altro contatto, infatti, con Matthias Jaissle: “pupillo“ di Rangnick, legato all’Al Ahli da un clausola rescissoria da 6 milioni e con un ingaggio monstre da 11,5.