È stata chiesta dalla Procura di Urbino l’archiviazione dell’indagine per istigazione al suicidio legata alla scomparsa di Riccardo Branchini, il 20enne sparito ad Acqualagna nell’ottobre del 2024. Nel frattempo, un video del 2022 che mostra inquinamento ambientale nella diga del Furlo, spinge la madre di Riccardo a chiedere con maggiore forza lo svuotamento della diga.

Dopo 14 mesi, La Procura della Repubblica di Urbino ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'archiviazione delle indagini per istigazione al suicidio sulla scomparsa di Riccardo Branchini. La legale della famiglia del 20enne scomparso ad Acqualagna nell'ottobre del 2024, Elena Fabbri, ha spiegato di essere al lavoro per visionare le carte su tutta l'attività svolta nel corso di questi mesi.

La mamma di Riccardo, Federica Pambianchi, era in attesa dello svuotamento della diga del Furlo, dove è stata trovata l'auto del ragazzo il giorno dopo la sua scomparsa. Dopo un primo via libera della regione Marche a fine aprile, la Provincia ha imposto un nuovo stop per salvaguardare la fauna acquatica. La richiesta di archiviazione arrivata in queste ore ha colto di sorpresa i familiari, che speravano nello svaso della diga prima di qualsiasi valutazione definitiva sul fascicolo. La situazione è purtroppo rimasta in stallo e il nuovo tavolo per trovare una soluzione che permetta lo svuotamento della diga e la salvaguardia della fauna non c'è ancora stato.