Pesaro, 29 maggio 2026 – “Perché fotografare quella lettera?”. È una delle domande che continuano a restare aperte nel caso della scomparsa di Riccardo Branchini, il 19enne sparito nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024 nella zona della diga del Furlo. Dopo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Urbino per il fascicolo aperto per istigazione al suicidio, emergono ora alcuni dettagli finora mai raccontati pubblicamente. A parlarne è l’avvocato Elena Fabbri, legale della famiglia del ragazzo. Riccardo Branchini, il 19enne sparito nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024 nella zona della diga del Furlo

Avvocato, nelle carte ci sarebbe un elemento nuovo legato alla lettera lasciata da Riccardo prima della scomparsa...

“Dalle carte emerge che sul telefono di Riccardo ci sarebbe stata una fotografia della lettera lasciata in camera. È un dettaglio che personalmente mi ha colpito e sul quale sto facendo delle riflessioni”.

Perché questo particolare la colpisce?

“Perché mi porta a fare una domanda molto semplice. Se una persona decide di lasciare una lettera prima di sparire, perché sente anche il bisogno di fotografarla? È un gesto che mi lascia degli interrogativi aperti. Naturalmente questa è una mia riflessione personale e non una conclusione investigativa”.