La ricerca ha cambiato la sclerosi multipla. Ora deve cambiare il sistema. In occasione della Giornata Mondiale scopriamo che cos’è l’Agenda 2030 e perché è importante

La sclerosi multipla in Italia riguarda 150.000 persone, con oltre 3.600 nuove diagnosi ogni anno. La malattia colpisce per lo più giovani e adulti tra i 20 e i 40 anni, soprattutto donne, con un rapporto di 3 a 1 rispetto agli uomini. È una malattia cronica, complessa e in molti casi progressiva e invalidante, per la quale non esiste ancora una cura definitiva. In occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla che si celebra il 30 maggio, scopriamo con gli esperti i progressi fatti e cosa c’è ancora da fare.

Sclerosi Multipla: i traguardi raggiunti

Negli ultimi vent’anni la ricerca ha compiuto enormi passi avanti. Diagnosi sempre più precoci, terapie ad alta efficacia e personalizzate, strumenti avanzati di monitoraggio e l’accesso ai percorsi di cura consentono oggi di rallentare la progressione della malattia. In questo modo è possibile anche posticipare di decenni il raggiungimento di una disabilità grave. Per molte persone significa poter vivere con una condizione affrontabile: una base concreta per costruire qualità di vita. Per farlo, però, non bastano i farmaci, serve un sistema di servizi integrato e una società realmente inclusiva. Oggi una persona con sclerosi multipla ha bisogno della possibilità concreta di accedere a percorsi integrati di cura, riabilitazione, supporto psicologico, assistenza e sostegni. E soprattutto poter partecipare a una società che consenta alle persone di contribuire secondo le proprie possibilità, in un mondo del lavoro inclusivo e flessibile, con diritti realmente garantiti e concrete opportunità di partecipazione sociale.