La sclerosi multipla è una patologia infiammatoria del sistema nervoso centrale che colpisce oltre 140.000 persone in Italia, con circa 3.600 nuove diagnosi ogni anno, soprattutto tra i 20 e i 40 anni. È una delle principali cause di disabilità neurologica nei giovani adulti, e le donne sono circa il doppio degli uomini ad esserne colpite.

I sintomi invisibili

Oggi, grazie alle terapie ad alto impatto, la progressione della malattia può spesso essere rallentata, evitando la disabilità motoria che un tempo era quasi inevitabile. Tuttavia, restano sintomi invisibili ma molto debilitanti, come la fatigue, una stanchezza profonda e persistente che non migliora con il riposo e può rendere difficili anche le attività più semplici, come vestirsi o parlare. Colpisce più del 75% delle persone con sclerosi multipla e rappresenta uno dei sintomi più difficili da gestire.

Altri disturbi invisibili includono problemi cognitivi, dolore neuropatico e alterazioni dell’umore. L’invisibilità di questi sintomi crea un doppio peso: la limitazione reale nelle attività quotidiane e la frustrazione di non essere compresi da familiari, colleghi e persino da alcuni operatori sanitari. Questo spesso porta a isolamento psicologico e difficoltà nel far riconoscere la propria condizione, con un impatto emotivo che si somma alla gestione della malattia, causando ansia, depressione e disturbi del sonno. Per questo, il supporto psicologico è fondamentale quanto la terapia farmacologica, aiutando a sviluppare la resilienza: l’accettazione di ciò che non si può cambiare e il focus sui propri desideri e valori.