Milano, 25 mag. (askanews) – AISM e FISM portano alle istituzioni l'”Agenda della SM e patologie correlate 2030″, un piano di priorità per i prossimi cinque anni che punta a ridurre le disuguaglianze nell’accesso a cure, riabilitazione, assistenza, lavoro e sostegni. Il documento, presentato a Genova in occasione della “Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla” e della “Giornata Mondiale della SM”, nasce da un dato di fondo: la ricerca ha cambiato la storia della malattia, ma il sistema non garantisce ancora a tutti le stesse possibilità.

In Italia vivono con la sclerosi multipla 150mila persone. Le nuove diagnosi sono più di 3.600 ogni anno. La malattia colpisce soprattutto giovani e adulti tra i 20 e i 40 anni, in prevalenza donne, con un rapporto di tre a uno rispetto agli uomini. È una patologia cronica, complessa, spesso progressiva e invalidante, per la quale non esiste ancora una cura definitiva. Negli ultimi vent’anni il quadro clinico è cambiato in modo radicale. Diagnosi più precoci, terapie ad alta efficacia, trattamenti personalizzati e strumenti avanzati di monitoraggio consentono oggi di rallentare la progressione e di rinviare anche di decenni l’arrivo di una disabilità grave. Per molte persone la sclerosi multipla può diventare una condizione più affrontabile. Questo avanzamento, però, resta incompleto se non si traduce in percorsi di cura continui, servizi integrati e diritti realmente accessibili.