L'intelligenza artificiale negli ultimi anni ha registrato «un'accelerazione incredibile, straordinaria sotto tutti i punti di vista». E oggi stiamo ancora assistendo a «lavori in corso», con investimenti e infrastrutture che ormai hanno raggiunto proporzioni fuori scala, come testimoniano i 3 triliardi di dollari spesi negli Usa in soli 12 mesi, o il consumo di energia: «diventato inimmaginabile e anche un po' pericoloso».

Lo ha detto Mario Rasetti, professore emerito di Fisica teorica del Politecnico di Torino, durante la quinta edizione degli Stati Generali dell’Intelligenza Artificiale, l'evento organizzato da Class Editori che si è svolto il 27 maggio a Casa Gessi Milano ed è stato trasmesso da Class Cnbc e dalle piattaforme digitali della casa editrice. Mario Rasetti con il direttore di Class Cnbc Andrea Cabrini

Rivoluzione da governare

Rasetti è uno dei massimi esperti mondiali di IA e non rinuncia a richiamare sui rischi che si corrono se non si governa questa rivoluzione: «io sono molto critico verso la comunità scientifica perché non abbiamo avuto la forza noi scienziati di inventarci una cosa come il giuramento di Ippocrate, qualcosa che ci vincoli nel nostro lavoro di scienziati a prestare un'attenzione spasmodica a quali possono essere effetti negativi». Per esempio la creazione di monopoli sulla conoscenza: le università in passato sono state fondate proprio per renderla universale, mentre oggi l’IA ha portato a una situazione in cui proprietà della conoscenza e dei dati «sono ormai di privati».