L"intelligenza artificiale non è una tecnologia aggiuntiva che si può osservare dall"esterno, ma è già una forza trasformativa dentro ai sistemi economici, produttivi e sociali.

Questo il tema al centro della quinta edizione degli Stati Generali dell"Intelligenza Artificiale dal titolo «AI Inside: società, economia e imprese nella nuova architettura del mondo», evento organizzato da Class Editori e ClassCNBC lo scorso 27 maggio presso Casa Gessi a Milano.Ad aprire il convegno è stato il professore emerito di Fisica Teorica al Politecnico di Torino Mario Rasetti. «Le università sono fondamentali per preservare, mantenere e migliorare la ricerca e il sapere, ma l"AI ha portato allo sviluppo di una situazione anomala per cui la proprietà della conoscenza, nonché dei dati di cui si nutre, sono in mano ai privati», è stato il monito.

Rasetti ha poi espresso rammarico verso la comunità scientifica per non aver avuto la forza di porre un limite ai possibili effetti negativi della ricerca, ad esempio quelli che può avere l"intelligenza artificiale sulla società e soprattutto sul piano della conoscenza.

Basti pensare che gli investimenti negli Usa negli ultimi 12 mesi sono stati pari a circa 3.000 miliardi di dollari e anche il consumo di energia ha raggiunto livelli elevati: su 12 mesi, più di 1.000 Twh per l"AI e per i data center.