Nel pomeriggio di mercoledì 27 maggio si tiene a Milano la nuova edizione degli Stati Generali dell’Intelligenza Artificiale promossa da Class Editori, dedicata a un tema che intercetta uno dei passaggi più delicati della trasformazione contemporanea: l’AI non più come tecnologia esterna ai processi economici, sociali e istituzionali, ma come intelligenza incorporata nelle architetture stesse del mondo. È da qui che occorre partire.

L’intelligenza artificiale non è solo uno strumento da adottare, una funzione da integrare, una soluzione da sperimentare.

Sta diventando l’infrastruttura cognitiva tramite cui imprese, mercati, PA, sistemi sanitari, istituzioni finanziarie e industrie osservano la realtà, classificano rischi, prevedono comportamenti, selezionano priorità, allocano risorse e prendono decisioni.

Questo spiega perché i temi che attraverseranno il confronto - impresa, finanza, credito, salute, lavoro, manifattura, robotica, geopolitica, regolazione - non possano essere letti come capitoli separati.

Sono variazioni di uno stesso problema costituzionale: come governare una tecnologia che non si limita più a eseguire ordini, ma partecipa alla produzione del giudizio, alla distribuzione delle opportunità e alla configurazione concreta dei rapporti di potere.