Il presidente Nicola ProcacciniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’intelligenza artificiale corre veloce, cambia il lavoro, la comunicazione e perfino il modo in cui percepiamo noi stessi. Ma dentro questa rivoluzione tecnologica resta una domanda centrale: quale spazio avranno ancora l’uomo, la cultura e la bellezza? È da questa riflessione che si è aperta ieri a Firenze "Digital Renaissance", la tre giorni di confronto promossa da New Direction insieme all’europarlamentare FdI Francesco Torselli, dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale, innovazione e arte. Fino al 30 maggio istituzioni, imprese ed esperti del settore discuteranno delle sfide poste dall’Ia e del ruolo che l’Europa potrà avere nello sviluppo delle nuove tecnologie.

Una scelta non casuale, quella di Firenze, città del Rinascimento e dell’idea di progresso costruita intorno all’uomo. La manifestazione si è aperta con il panel "Beauty as Political Expression", moderato da Erika Pontini, caporedattore de La Nazione, dedicato al rapporto tra bellezza, identità culturale e trasformazioni tecnologiche.

"Cosa rappresenterà l’intelligenza artificiale nel prossimo futuro dipende da noi - ha detto Nicola Procaccini, presidente di New Direction e co-chair del gruppo Ecr - L’Ia può essere una minaccia se gli esseri umani consentiranno che lo sia. Viceversa, può diventare un ulteriore passaggio evolutivo se saremo capaci di costruire i binari necessari per tenerla in carreggiata". Per Procaccini sarà fondamentale "mettere l’Ia al servizio della bellezza e mettere entrambi al servizio dello sviluppo". Un percorso nel quale, aggiunge, "anche la spiritualità deve avere un ruolo essenziale". Sulla stessa linea Francesco Torselli: "L’Ia ha un forte impatto su ogni aspetto delle nostre vite ed è un fatto che non si può ignorare: lo possiamo solo gestire", ha spiegato.