"L'Intelligenza artificiale è uno strumento straordinario, ma quando si associa a istituzioni o aziende bisogna adeguare vari strumenti alle esigenze. L'Italia ha un grande patrimonio, quello delle teste, delle persone, che guidano specifici processi di innovazione, anche nei data center". E' da queste premesse che Aldo Bisio, ceo di Engineering Group, ha aperto il suo discorso all'evento "AI Italia. L'AI tra innovazione e sovranità digitale" al Senato.
Un momento di confronto tra rappresentanti delle istituzioni, dell'industria e del mondo accademico per discutere del ruolo strategico dell'Intelligenza Artificiale nel nostro Paese, ma soprattutto per sottolineare la necessità di costruire un modello di intelligenza artificiale made in Italy.
Per Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato, "l'Intelligenza artificiale è una sfida, una risorsa da sfruttare senza cedere al suo controllo", immaginando "un'Italia leader" su questo tema. Una tecnologia definita "potente, ma allo stesso tempo fragile", ha evidenziato Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'Editoria, che unisce la necessità di avere governance adeguati e sempre più ampi investimenti.






