Dalla manifattura alle scienze della vita. Con le principali funzionali aziendali coinvolte: dalle risorse umane al servizio clienti. In una raccolta di 241 casi d’uso applicati in 76 aziende, Confindustria con il Sounding board Intelligenza artificiale guidato dallo special advisor Alberto Tripi mette a fuoco i primi vantaggi che l’industria sta capitalizzando dall’utilizzo dell’IA.

In Italia l’adozione dell’intelligenza artificiale sta attraversando una fase di progressi apprezzabili ma ancora limitati e caratterizzati da una certa disomogeneità tra settori, territori e classi dimensionali. Secondo Istat, nel 2021 solo il 6,2% delle imprese italiane con almeno 10 addetti usava l’IA. La quota è scesa al 5% nel 2023, ma è risalita all’8,2% nel 2024. C’è un recupero quindi. Tuttavia, siamo ancora lontani dalla media UE (13,5%) e il ritardo è più marcato nelle Pmi, dove solo l’1,4% utilizza l’IA in almeno tre funzioni aziendali. L’adozione è ancora frammentata: forte nei settori telecomunicazioni (27,6%) e apparecchiature elettroniche (15,7%), ma molto più debole in tessile e moda (4,6%).Le barriere principali restano i costi elevati e la carenza di competenze digitali.

Fatta questa premessa, il compendio di applicazioni concrete e impatti misurati da Confindustria offre in conclusione cinque indicazioni generali, valide per tutti i settori: le imprese devono dotarsi di dataset rappresentativi e accurati per addestrare efficacemente gli algoritmi e ottenere risultati affidabili; tutto il personale deve essere adeguatamente coinvolto e informato fini dalle prime fasi del progetto; bisogna con tempestività adottare piattaforme di digitalizzazione e sistemi IoT (internet of things) funzionali alle applicazioni di IA; è preferibile un approccio graduale e pragmatico ,partendo da progetti pilota circoscritti; in ogni caso va assicurata la sorveglianza umana sulle soluzioni introdotte. Se questi cinque principi sono trasversali, ogni settore presenta delle esplicite peculiarità nei casi d’uso esaminati (il 21,6% si riferisce a salute e scienze della vita; il 20,7% al manifatturiero; il 17,4% alla mobilità sostenibile; il 6,6% alla Pa; il 5,4% al turismo; il 28,2% ad altri comparti o ha comunque carattere multisettoriale) . In totale, i casi che utilizzano l’IA generativa sono stati solo il 18% del totale, a dimostrazione che nel campo aziendale anche le applicazioni meno note di ChatGPT e dei suoi epigoni hanno una rilevanza concreta.