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19 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:11
L’IA sta “scrivendo se stessa”: accelera la ricerca, automatizza competenze ad alta qualificazione e ridisegna settori produttivi. Nel mentre i ricercatori si dimettono per conflitti interiori, i CEO parlano dei rischi di una “adolescenza tecnologica” e i governi oscillano tra deregulation e allarmi securitari. L’inizio del 2026 ha segnato un passaggio cruciale, il primo vero giro di boa dell’intelligenza artificiale, o almeno della consapevolezza collettiva sul tema. L’ultima spinta è arrivata dal post su X di Matt Shumer, startupper, imprenditore e investitore nell’AI, diventato virale in questi giorni con il suo “Sta succedendo qualcosa di grande” in cui racconta dall’interno la trasformazione dell’IA da “strumento utile” a sistema capace di svolgere il lavoro umano meglio degli specialisti, anche lo stesso lavoro degli sviluppatori dell’IA. Per Shumer questo inedito slancio in avanti ha superato una nuova soglia che non è più solo tecnologica, bensì morale. Anche per questo, da giorni, non si parla d’altro.
Shumer sostiene che ciò che i lavoratori tech hanno vissuto nell’ultimo anno — vedere l’IA passare da “aiuto” a “fa il mio lavoro meglio di me” — è ciò che tutti sperimenteranno presto. Nel diritto, nella finanza, nella medicina, nella contabilità, nella consulenza, scrittura e progettazione. E non accadrà “tra dieci anni” bensì entro uno-cinque anni. Forse meno. Ma manca la consapevolezza reale della portata di quanto sta accadendo. Shumer paragona l’attuale fase dell’IA al febbraio 2020. Allora i segnali del Covid c’erano, ma la maggioranza li ignorò. Poi il mondo cambiò nel giro di poche settimane. Oggi, sostiene, accade qualcosa di simile: ciò che appare esagerato o lontano è in realtà molto vicino. Non solo: il futuro dell’IA, ricorda, è plasmato da poche centinaia di ricercatori in aziende come OpenAI, Anthropic e Google DeepMind. “Un singolo ciclo di training, gestito da un piccolo team nell’arco di pochi mesi, può produrre un sistema di intelligenza artificiale che cambia l’intera traiettoria della tecnologia”, spiega. Se per anni i progressi sono stati graduali, con balzi distanziati, metabolizzabili, nel 2025 c’è stata una forte accelerazione: tecniche nuove, rilasci ravvicinati, miglioramenti netti. Il 5 febbraio 2026 due laboratori hanno rilasciato modelli nello stesso giorno: GPT-5.3 Codex di OpenAI e Opus 4.6 di Anthropic. Il primo, che è un agente AI professionale capace di lavorare come uno sviluppatore e un programmatore autonomo non solo si è innovato nello sviluppare e progettare l’Ai stessa ma, sostiene Shumer, ha mostrato qualcosa di inedito: “Non si limitava a eseguire le mie istruzioni. Prendeva decisioni intelligenti… sembrava giudizio. Come gusto”. Soluzioni che molto spesso si rivelavano anche migliori.







