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5 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:55

C’è una parola che sembra uscita da una cartella clinica e invece descrive un processo industriale: model collapse. È il momento in cui un sistema di intelligenza artificiale, nutrito sempre più da contenuti generati da altre macchine, comincia lentamente a perdere contatto con la realtà. Non crolla, non esplode, non fa rumore: sbiadisce. Come una fotocopia della fotocopia che, copia dopo copia, smarrisce il dettaglio fino a diventare un’ombra.

Il giornalista Osvaldo De Paolini lo spiega con lucidità. Non c’è pericolo che le macchine diventino più intelligenti di noi, ma che il potere economico interpreti il pensiero umano come un costo da comprimere. Dietro la retorica della democratizzazione dell’informazione sta nascendo un oligopolio cognitivo fatto di pochi modelli, scarse e univoche visioni del mondo. Così l’efficienza diventa un criterio culturale, e ciò che non corre viene lasciato indietro.