Risoluzione desiderata:
"La flottiglia riguarda la liberazione di tutti i popoli oppressi, è una lotta intersezionale", racconta in esclusiva al TgLa7 Simona Losito
“Avevo la testa nel terreno e sentivo l’inno israeliano”. Inizia da qui il racconto per il Tg La7 di Simona Losito, giornalista ventinovenne di Bari e attivista a bordo della Global Sumud Flotilla, la missione diretta a Gaza e abbordata, al largo di Cipro, dalla marina israeliana. Rientrata in Italia, durante l’intervista, Losito ha descritto i momenti successivi all’abbordaggio e anche le condizioni vissute dagli attivisti come lei dopo il fermo.
“Avevo la faccia a terra"
Losito parte dalle scene di forte tensione durante la detenzione. “Io personalmente ero in quel tendone nel momento in cui Ben Gvir è venuto a farci visita. Onestamente, non mi sono accorta della sua presenza: avevo la faccia letteralmente nella terra. Ricordo solo che sentivo in loop l’inno israeliano e alcuni soldati che lo intonavano”. Parole queste che restituiscono il clima vissuto.











