Non è passato un anno da quando la Grande Blu, una delle cinquanta barche della Global Sumud Flottila in cui era imbarcata per raggiungere Gaza, fu intercettata dalla marina israeliana e l’intero equipaggio rinchiuso in un carcere di massima sicurezza nel deserto del Negev. Emanuela Pala, la giornalista sarda inviata di Piazzapulita su La7, racconta la sua esperienza nel libro “Ostinata umanità”, in libreria dal 22 luglio per Tlon. A Cagliari l’appuntamento con l’autrice sarà stasera alle 19.30 al Corto Maltese, al Lungomare Poetto.

Emanuela Pala, è l'umanità ostinata nel ripetere i propri errori o, nonostante tutto, ci si ostina nel restare umani?

«Le nostre barche portavano un carico di umanità ostinata, di persone che fanno sì che l'umanità continui a esistere, una cosa in questo periodo molto difficile da comprendere. Una parte della popolazione non lo capisce; non parlo di chi la critica per i propri interessi, ma chi invece non riesce a percepire perché esistono persone così umane».

Il libro si apre con una domanda: cosa spinge persone comuni a rischiare la vita per degli sconosciuti?

«Quel viaggio è molto difficile, non solo fisicamente ma psicologicamente. Per questo ho inserito le storie delle persone che ho incontrato, persone che partivano sapendo i rischi che correvano. Come Marita che scrive una lettera al figlio nel caso in cui non fosse tornata. Sapevamo che era una possibilità».