Intervista24 maggio 2026 alle 00:34
Gli brucia dentro, la guerra «ingiusta» in Palestina. «Impari e genocida». Gianfranco Frongia, 51 anni, uno dei sardi della Flotilla, è tornato ieri a casa. A Poggio dei Pini, una manciata di chilometri da Cagliari, base di famiglia quando il comandante della marina mercantile non naviga. L’attivista, alla sua prima missione umanitaria, è reduce dalla brutalità israeliana. Anche lui è finito inginocchiato e legato nel porto di Ashdod, come nel video diffuso in rete dal ministro della Sicurezza nazionale di Tel Aviv, Itamar Ben Gvir, il falco di Netanyahu.
Commento a caldo
«Sia chiaro – racconta al telefono –: è vero che siamo stati sequestrati e picchiati. Alcuni anche torturati, sentivamo le urla. Ma è stato nulla in confronto a quello che i palestinesi subiscono da vent’anni. Adesso il genocidio è a bassa intensità, ma va avanti». Per questo Frongia si è messo a disposizione della Flotilla.
L’inizio del viaggio













