“La Global Sumud Flotilla non è ferma, è in corso il recupero delle imbarcazioni andate alla deriva” a poco più di un mese dopo l'abbordaggio, da parte della marina israeliana, nelle acque al largo di Cipro mentre cinquantaquattro navi, con a bordo circa quattrocento attivisti e ottanta capitani, erano dirette a Gaza.
Gli ultimi aggiornamenti sulla missione umanitaria della Flotilla sono di Ilaria Mancosu che ha partecipato all'ultima spedizione pacifica salpata dalla Turchia, e ieri a Olbia, ha raccontato la sua esperienza durante l'incontro ‘Olbia contro il genocidio’, organizzato dal Presidio antifascista Terranova.
A bordo della barca Amazon, Mancosu, che ha vissuto a Olbia fino a diciotto anni, è salita insieme a dieci compagne di viaggio dopo una formazione durata undici giorni per “prepararsi ad affrontare le eventuali difficoltà, dalla sicurezza alla gestione dello stress”. E dice: “Se ho avuto paura? Sì, una notte quando siamo stati intercettati a 200 chilometri da Gaza perché non si riusciva a capire quello che ci sarebbe potuto succedere”. Ma, continua Mancosu, “il fine per cui si naviga, che è tenere accesi i riflettori su Gaza, relativizza paura e tentennamenti e unisce i partecipanti”.






