«Perché ci sparate? Perché ci sparate? Perché?». Dalla live con cui la Global Sumud Flotilla ha trasmesso in diretta il viaggio delle 52 barche che erano dirette a Gaza per rompere il blocco israeliano si vedono i membri dell’equipaggio dell’imbarcazione “Girolama”, accovacciarsi con le mani alzate, si sentono le grida delle forze di difesa israeliane che stanno per abbordarli: «Go to the front, andate a prua», poi il rumore degli spari, poco dopo lo schermo diventa nero.
Flotilla, l’ultimo blitz di Israele. «Intercettate tutte le barche, l’Idf ha aperto il fuoco»
Sarebbero più di una - probabilmente sei, alcune delle quali battenti bandiera italiana - le imbarcazioni a cui le forze della marina israeliana avrebbero sparato, si presume proiettili di gomma. «Le condizioni delle persone a bordo sono ancora sconosciute», fanno sapere gli attivisti di Global Sumud Flotilla che, instancabili, seguono, secondo per secondo, anche da terra tutto quello che succede, offrendo supporto pratico e emotivo agli oltre 400 partecipanti a questa missione primaverile: medici, insegnanti, giornalisti, attivisti, cittadini uniti dall’obiettivo di sostenere la popolazione del popolo palestinese e, insieme, riportare al centro giustizia e legalità nel mondo.












