La Global Sumud Flotilla ha riferito che l’esercito israeliano ha sparato contro sei navi, durante le fasi dell’abbordaggio delle imbarcazioni della missione in viaggio verso Gaza. Un episodio ha riguardato anche la nave Girolama, che batte bandiera italiana. Come documentato dal video registrato dalle telecamere a bordo, si vede un militare puntare l’arma verso la barca, il rumore dei colpi e l’equipaggio che si getta a terra e urla di “non sparare”. Non è nota la tipologia dei proiettili, se veri o di gomma o di altro genere. Ma, spiega Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, resta “gravissimo. Stanno già compiendo un atto criminale, e ora aggiungono anche l’utilizzo delle armi”. Non solo. Secondo la denuncia di Carlo Biasioli, attvista della Global Sumud Flotilla – nel corso di una diretta con la vicedirettrice del Fatto Quotidiano Maddalena Oliva – la barca Sirius è stata speronata dalla marina di Israele.

Le sei barche della Flotilla colpite dagli spari della Marina di Israele sono la Munki, la Kyrakos, la Elengi, la Girolama, la Zefiro e la Alcyone. “Si tratta dell’uso diretto di armi da fuoco contro civili disarmati, non violenti e inermi, che tengono le mani alzate e indossano i giubbetti di salvataggio“, si legge in un comunicato della Global Sumud Flotilla Italia. Mentre un altro episodio gravissimo avrebbe riguardato la nave Sirius: “La barca è stata speronata dagli israeliani”, ha spiegato Biasoli, protagonista della scorsa spedizione della missione umanitaria per Gaza. Poi al Fatto ha spiegato: “Abbiamo assistito a un inasprimento del comportamento dei militari soprattutto in mare”. Dal canto suo Israele ha replicato: “In nessun momento sono stati sparati colpi di arma da fuoco. Dopo ripetuti avvertimenti, sono stati impiegati mezzi non letali contro l’imbarcazione, e non contro i contestatori, a scopo di avvertimento. Nessun contestatore è rimasto ferito durante l’episodio”, ha riferito un portavoce del ministero israeliano all’Ansa.