Israele ha fermato tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, incluse le dieci che ieri erano sfuggite al primo abbordaggio e avevano proseguito la rotta verso Gaza.
Quando il gruppo si è trovato a circa un centinaio di miglia nautiche dalla Striscia, la marina israeliana è intervenuta: secondo quanto denunciato dalla stessa organizzazione, sarebbero stati esplosi proiettili contro sei unità, tra cui una italiana.
La Flotilla precisa di non poter confermare se si trattasse di munizioni di gomma e chiede allo Stato italiano di tutelare gli attivisti, compresi i 29 connazionali destinati allo sbarco nel porto di Ashdod.
Immediata la reazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha chiesto «di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane» e ha incaricato l’ambasciatore d’Italia in Israele, Luca Ferrari, di compiere un passo formale affinchè a tutti siano garantiti un trattamento dignitoso, piena protezione e l’incolumità.
Israele, dal canto suo, smentisce l’impiego di colpi di arma da fuoco, ammettendo però l’uso di «mezzi non letali contro l’imbarcazione, e non contro i contestatori, a scopo di avvertimento» e sottolineando che «nessuno è rimasto ferito».










