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Monica Ricci Sargentini

Attivisti portati ad Ashdod, l’accusa: colpi contro le barche. Tajani: Netanyahu garantisca l’incolumità

«Continueremo anche se resterà una sola barca in mare». Quando Dario Salvetti lo diceva al telefono dal Mediterraneo orientale, nella notte tra lunedì e martedì, intorno a lui erano già rimaste una decina di imbarcazioni della Global Sumud Flotilla ancora in navigazione verso Gaza. L’operaio metalmeccanico, attivista del collettivo di fabbrica fiorentino ex Gkn, si trovava a bordo della Don Juan. Nel giro di poche ore anche la sua barca sarebbe stata intercettata dalla marina israeliana insieme alle ultime unità del convoglio partito dalla Turchia.

Il tracker rossoSul tracker online della Flotilla da lunedì i puntini rossi hanno iniziato a moltiplicarsi uno dopo l’altro. Ogni segnale indicava una nuova imbarcazione fermata. Alla fine della giornata nessuna delle 54 imbarcazioni partite da Marmaris risultava più libera di navigare. Secondo la portavoce italiana Maria Elena Delia, sono 29 gli italiani trattenuti insieme ad altri attivisti provenienti da oltre quaranta Paesi. Le persone fermate sarebbero state trasferite su una corvetta israeliana diretta verso il porto di Ashdod, dove sono attesi gli avvocati dell’ong Adalah e i legali italiani che seguono la missione.