Sono ore di nuova apprensione per il destino della missione umanitaria, la Global Sumud Flotilla, che viaggiava verso Gaza, intercettata dall'esercito israeliano. Sarebbero 42 in tutto le imbarcazioni al momento bloccate dalla Marina israeliana, tra le quali si sono aggiunte nel pomeriggio di martedì, 19 maggio, le navi Elengi e Don Juan. Centinaia gli attivisti (oltre 300) già bloccati nella giornata di lunedì, 18 maggio, in attesa di essere trasferiti verso il porto di Ashdod, è quanto riportato dalla missione. E tra questi ci sarebbero oltre venti attivisti italiani, 27 il numero confermato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, tre dei quali torinesi di nascita per un totale di cinque piemontesi. Global Sumud Flotilla, 27 italiani fermati verso Ashdod. La Farnesina: “Verifiche urgenti”Aggiornamento delle 17 - “In queste ultime ore si sono registrati ulteriori intercettamenti da parte di Israele delle imbarcazioni della Flottiglia in viaggio verso Gaza. Al momento risultano fermati 27 connazionali. Le imbarcazioni dovrebbero giungere al porto di Ashdod. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flottiglia”, è la nota arrivata nel pomeriggio di martedì, 19 maggio, dalla Farnesina. Una nota che, nello specifico, fa riferimento a quanto sarebbe accaduto a bordo della nave Girolama durante l'abbordaggio, diffuso con video registrati dalle telecamere che si trovano a bordo delle navi. “Israele ha nuovamente intercettato illegalmente e violentemente la nostra flotta internazionale di navi umanitarie e rapido i nostri volontari impegnati in una legittima missione per rompere l'illegale assedio di Gaza e aprire un corridoio umanitario – informano dalla Global Sumud Flotilla, delegazione italiana –. Gli Stati hanno l'obbligo di proteggere i propri cittadini. Siamo indignati per la normalizzazione di queste violazioni del diritto marittimo internazionale e per il rapimento di civili pacifici in acque internazionali. Chiediamo l'immediato rilascio dei nostri volontari, il passaggio sicuro della flotta e la fine dell'assedio illegale di Gaza. Fate attivare i Governi”. “Le navi della Marina Israeliana stanno sparando proiettili su sei barche della Flotilla: la Munki, la Kyrakos, la Elengi, la Girolama, la Zefiro e la Alcyone – dichiara la torinese Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla –. Proiettili di cui non conosciamo la tipologia, non sappiamo se sono proiettili veri o di gomma, ma anche fossero di gomma, è gravissimo. Possono provocare danni, ferite, incidenti, cadute in mare, e poi non c'è nessun motivo. Stanno compiendo già un atto criminale e ci mettono sopra anche l'utilizzo delle armi. Sei barche colpite con raffiche di proiettili, una di queste barche, la Girolama, batte bandiera italiana”. Chi sono i cinque piemontesi a bordo delle navi intercettate da Israele, tre i torinesiSi tratta di Gabriele Gardini, oggi residente a Modena; Daniele Gallina, residente a Bruxelles e Adriano Veneziani, nato e residente a Torino. Sono invece Leonarda Alberizia, residente nell'Astigiano, e Giuseppina Branca, residente della provincia di Verbano-Cusio-Ossola. L'intercettazione delle navi da parte di Israele è avvenuta in acque internazionali, al largo di Cipro, per quanto riguarda gli attivisti di origine torinese. Alberizia e Branca, rispettivamente di 67 e 78 anni, sarebbero state invece fermate via terra, in Libia, e si troverebbero ora a Sirte, mentre cercavano di raggiungere la Striscia di Gaza.Per loro, nella giornata di lunedì, è arrivato un appello e una condanna multi-firma da parte di alcuni consiglieri torinesi: “Esprimiamo la nostra più ferma condanna, come consigliere e consiglieri comunali - si legge nella nota - a questi atti di violazione totale del diritto internazionale da parte del governo di Israele”. La nota di consiglieri e consigliere di Torino: “La solidarietà non è reato”Un appello che chiama in causa direttamente il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il Governo stesso: “Esortiamo ad attivarsi immediatamente per la protezione e il rilascio di tutti gli italiani e le italiane coinvolti nella missione, ad esprimere la contrarietà del nostro paese alle violazioni commesse in acque internazionali e a sostenere l’arrivo di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza attraverso corridoi sicuri – scrivono –. La situazione della popolazione di Gaza appare sempre più drammatica, allo stremo delle risorse alimentari, mediche, sanitarie ed energetiche, e la missione della Global Sumud Flotilla cerca di rompere l’assedio illegale che il governo israeliano ha imposto sulle coste palestinesi di Gaza solo per portare aiuti umanitari. La solidarietà non è un reato”. Una nota che porta la firma di consiglieri del Pd (Ludovica Cioria, Abdullahi Ahmed, Antonio Ledda, Luca Pidello, Claudio Cerrato e Simone Tosto), di SE e AVS (Sara Diena ed Emanuele Busconi), M5S (Andrea Russi e Tea Castiglione) e di Tiziana Ciampolini di Torino Domani. Continua a leggere le notizie di TorinoToday, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp
Global Sumud Flotilla bloccata, 27 italiani fermati: ci sono 3 torinesi. Chi sono e cosa sta succedendo
Raffiche di proiettili di incerta tipologia, denuncia la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, la torinese Maria Elena Delia, che avrebbero colpito la nave Girolama, battente bandiera italiana











