Rimini, 27 maggio 2026 – Dolore e paura, ma anche determinazione e condivisione. È il racconto di Lola Fabbri, velista e attivista riminese di 30 anni della Global Sumud Flotilla, rientrata solo sabato in Italia da Istanbul dopo giorni di detenzione in Israele. Fabbri era a bordo della Elengie, una delle imbarcazioni della Flotilla, la Elengie. Era stata arrestata martedì scorso e poi rilasciava giovedì. L’attivista ha raccontato la sua esperienza oggi pomeriggio a Casa Madiba davanti a un pubblico numeroso, accorso per farsi parte di una testimonianza tanto forte quanto cruda. «Ho preso parte alla missione perché non volevo più rimanere a guardare cosa sta succedendo al popolo palestinese - ha spiegato - La missione è stata anche un modo per mettermi alla prova. E nonostante tutto, ne è valsa la pena». Quel ‘nonostante tutto’ rimanda alle violenze subite dagli attivisti, rese pubbliche anche da un video diffuso del ministro israeliano della Sicurezza Itamar Ben Gvir, che mostrava i volontari bendati e in ginocchio. «Gli israeliani prendevano le persone con la forza, una a una. Salivano sulle navi e le facevano affondare», ha raccontato la 30enne. Prima dell’abbordaggio, settimane di missione segnate da «notti insonni, blackout e droni che sorvolavano le imbarcazioni», fino all’arresto e al trasferimento sulla ‘nave-carcere’ diretta al porto di Ashdod. «Siamo rimasti 40 ore senza mangiare né bere, con le mani legate. Dormivamo in container e ci gettavano addosso acqua per impedirci di asciugarci e riscaldarci. Le condizioni igieniche erano disastrose». Ancora: «Ho visto donne anziane prese a calci. Io non ho subito violenze particolari, ma volevano costantemente informazioni. Ci chiedevano di dichiararci terroristi mandati da Hamas». Un trattamento «reso ancora più terribile per la totale disumanità. La cosa che mi ha sconvolta di più è che sembrava si divertissero». Dopo il rientro in Italia, gli attivisti stanno ora rendendo dichiarazioni alla Questura e al nucleo antiterrorismo di Roma. «Quello che abbiamo vissuto è stato terribile – ha concluso – ma anche un momento di grandissima condivisione ed energia. Dobbiamo continuare a mobilitarci per fare pressione sui nostri governi, affinché mettano in campo azioni concrete e pratiche per interrompere tutto questo»
La velista riminese sulla Flotilla: «Siamo rimasti 40 ore in catene, senza mangiare né bere. Molti di noi sono stati picchiati. Gli israeliani sembravano divertirsi a farci del male»
La testimonianza di Lola Fabbri nell’incontro organizzato oggi da Casa Madiba













