HomeRiminiCronacaLa velista arrestata sulla Flotilla. Lola Fabbri riabbraccia la famiglia: "Abbiamo passato giorni durissimi". Indagini sulle violenze subiteLa skipper riminese rientrata in tarda serata a Malpensa. Il racconto dell’orrore degli attivisti: "Picchiati selvaggiamente dai soldati israeliani, alcuni di noi portati in infermeria per lesioni interne" .La skipper riminese rientrata in tarda serata a Malpensa. Il racconto dell’orrore degli attivisti: "Picchiati selvaggiamente dai soldati israeliani, alcuni di noi portati in infermeria per lesioni interne" .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciGli abbracci. Le lacrime. E i racconti dell’orrore. Sono tornati a casa ieri in tarda serata Lola Fabbri e altri attivisti italiani della Global Sumud Flotilla, arrestati martedì al largo di Cipro dalla marina israeliana. Tutti i volontari ieri hanno lasciato Israele sui voli charter che li hanno portati a Istanbul. Da lì gli attivisti italiani si sono imbarcati sui voli che li hanno riportati a casa: uno a Roma, l’altro a Milano.

Lola Fabbri, la 30enne velista riminese che era sulla barca Elengie (una delle ultime intercettate dalle forze armate israeliane) insieme ad altri è atterrata nella tarda serata di ieri a Malpensa. Ad attenderla c’erano i genitori, visibilmente commossi: "Questi sono stati giorni molto duri, per Lola e tutti gli altri attivisti. E anche per chi era a casa in attesa di loro notizie". La famiglia della skipper aveva perso ogni contatto con lei poche ore prima che la sua barca venisse abbordata dalla marina israeliana. Hanno visto in diretta il blitz sulla barca su cui navigava la figlia, dalle telecamere della Flotilla. E come tutti, sono rimasti inorriditi dal filmato in cui si vedono gli attivisti bendati in ginocchio nel porto di Ashdod, derisi dal ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. "Immagini raccapriccianti...", dicono i genitori di Lola.