Ci sarebbe anche una barese tra i 29 attivisti italiani bloccati dell'esercito israeliano dopo l'intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, dirette verso Gaza via mare. Si chiama Simona Losito, ha 29 anni, ed è giornalista freelance. Non è la prima volta che prova questa rotta: già lo scorso 30 aprile era a bordo della nave Alcyone. Allora, la sua imbarcazione riuscì a sfuggire all'abbordaggio. Stavolta, a bordo della Sirius, però è andata diversamente.

La notizia ha mobilitato Bari.Nel pomeriggio di oggi, a partire dalle 18, un presidio si è radunato davanti alla prefettura, organizzato dalla sezione pugliese della Flotilla, per chiedere la liberazione di tutti i fermati. "Due settimane – ricordano gli organizzatori – fa Israele ha già intercettato illegalmente 22 imbarcazioni al largo della Grecia e sequestrato 181 volontari, sottoponendoli a violenze fisiche e sessuali e deportandone due nei territori palestinesi occupatii. Ogni ora che passa aumenta il rischio per chi è ancora in mare e per le persone già sequestrate. Ci chiediamo quanto ancora bisognerà aspettare prima che la comunità internazionale decida davvero di fermare tutto questo".

Anche il sindaco Vito Leccese segue la situazione con apprensione, chiedendo che "le autorità a tutti i livelli garantiscano le tutele previste e assicurino il pieno supporto istituzionale e consolare", e rivolgendo un pensiero diretto alla famiglia di Simona Losito: "La nostra attenzione è rivolta anzitutto alle persone e, in particolare, alla nostra concittadina, alla cui famiglia esprimo vicinanza in queste ore difficili". Il primo cittadino ha concluso auspicando che "prevalgano il diritto umanitario, la tutela dei civili e il ritorno a prospettive concrete di pace".