RSA e Hospice insieme, la risposta di Medihospes è un modello per l'Italia

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«La cura autentica e la continuità. Poche realtà italiane offrono entrambi i servizi. E questo significa nessun trauma quando le cose cambiano ed essere vicini sempre”. Marta Tarabella, è il direttore della Filiale Sardegna di Medihospes, e ci parla di una scommessa vinta, la RSA-Hospice San Pantaleo (a Sorso, in provincia di Sassari). Perché è un’eccellenza? “Perché abbiamo scelto di unire sotto lo stesso tetto due mondi che in Italia sono stati tenuti troppo a lungo separati, perché siamo attenti alla persona”.

Andiamo con ordine. Medihospes è una grande cooperativa sociale, con oltre 6mila operatori in tutta Italia, ogni giorno si prende cura di oltre 22mila persone, con oltre 5 milioni di ore di assistenza ogni anno. I due mondi di cui parla Tarabella sono il sistema delle RSA e quello dell’hospice, dove occorrono tanta cura e attenzione per gli anziani ospiti, e costante professionalità.

L'Italia è il Paese più vecchio d'Europa, gli ultraottantenni sfiorano i 4,5 milioni, nei prossimi anni il numero di anziani non autosufficienti può crescere del 30-40%, una pressione enorme sul sistema di welfare dove le RSA sono quasi 13.000. Nel complesso esistono circa 426.000 posti letto e già oggi si stima che ne manchino 100.000. Le liste d'attesa per accedere a una RSA vanno dai 6 ai 18 mesi. Se poi guardiamo al sistema delle cure palliative, solo il 40% dei pazienti che ne avrebbero bisogno riesce ad accedere a un hospice, il restante 60% affronta la fase più delicata della vita in corsie ospedaliere sovraffollate, probabilmente privato della dignità che ciascuno meriterebbe. Nel Nord-Est ci sono 10,5 posti in hospice per mille residenti, il Sud si ferma a 3,4.