Emanuele Cappellano, direttore operativo di Stellantis per l’Europa, ha più volte denunciato i mali ormai cronici del mercato europeo dell’auto. Colpa, a suo avviso, anche delle normative dell'Unione europea, del tutto disallineate rispetto alla domanda dei consumatori e alle esigenze dell’industria.

Cappellano è tornato criticare Bruxelles in occasione di un incontro con la stampa francese. Il suo intervento non ha riguardato solo i progetti di Stellantis per il Vecchio Continente, ma anche le difficoltà di alcuni segmenti chiave nel nuovo piano strategico FaSTLAne 2030. È il caso delle utilitarie, sempre meno redditizie e quindi poco sostenibili dal punto di vista economico proprio a causa dei diktat europei.

Cappellano ha evidenziato innanzitutto come l’Unione Europea sia ormai il mercato “più difficile” da affrontare per tutte le Case automobilistiche, perché elettrificazione e norme in continua evoluzione stanno comprimendo i margini reddituali.

“Il margine di profitto di un veicolo 100% elettrico è inferiore a quello di un veicolo con motore a combustione. Pertanto, più il settore delle auto elettriche cresce, più il margine medio diminuisce”, ha spiegato il manager, denunciando anche l’assenza di certezze in ambito normativo: regolamenti “non ancora definiti” generano “una mancanza di visibilità che sta mettendo in ginocchio tutti gli operatori del settore”.