L'Europa, questa vecchia signora con la testa piena di ideali e le tasche bucate da regolamenti, ci promette un futuro verde, elettrico, silenzioso come un sussurro ecologico, e poi ti lascia a piedi sul ciglio della strada.

Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, l'ha detto chiaro e tondo al Salone dell'auto di Bruxelles, in questi giorni di gennaio 2026, mentre intorno a lui ronzano prototipi ibridi e visitatori curiosi: "C'è un disallineamento tra la normativa Ue, le esigenze dei clienti e il mercato".

E aggiunge, con quell'onestà brutale che fa male ma è necessaria: "A dicembre, l'Ue ha adottato alcune misure per cercare di affrontare questa discrepanza, ma dobbiamo essere molto onesti: finora ciò che è stato annunciato ha fallito completamente".

Parliamo di quel dicembre, l'ultimo del 2025, quando la Commissione Europea, sotto pressione dal settore auto, ha proposto di abbandonare il bando alle auto a combustione interna dal 2035. Una mossa che suonava come una concessione, un passo indietro per non affogare l'industria in un mare di batterie non pronte e clienti riluttanti. Ma per Cappellano, non basta.

"L'industria chiede soluzioni a breve termine: oggi non ci sono regole che consentano un ritorno concreto e realistico alla crescita per l'industria europea", ha spiegato, puntando il dito su una revisione delle norme prevista solo nel 2030. Troppo lontana, dice lui, come un miraggio in un deserto di burocrazia.