di

Antonio Carioti

La battaglia in Italia e il primato della Nuova Zelanda

«Prima o Dopo» è uno dei giochi del Corriere della Sera. Ogni giorno viene proposta una sfida di cultura generale: una sequenza di dieci eventi da collocare correttamente lungo una linea del tempo, in ordine cronologico. «Prima o Dopo» consiste nel capire se un determinato evento è accaduto prima o dopo rispetto agli altri della lista, fino a ricostruire l’ordine corretto dell’intera sequenza. Ogni mercoledì, sul sito del Corriere, viene svelata la data di uno degli eventi del gioco, fornendo un indizio utile per completare la griglia e avvicinarsi alla soluzione finale. Un modo per mettere alla prova la propria memoria storica, la logica temporale e la conoscenza degli eventi che hanno segnato la storia.

Il «Prima o Dopo» di oggi, giovedì 28 maggio: la data da ricordare è 2 giugno 1946Tra pochi giorn celebreremo l’ottantesimo anniversario della data che il 2 giugno 1946 vide non solo la Repubblica prevalere sull’ipotesi di una permanenza di casa Savoia al vertice dello Stato, ma anche il primo voto esercitato in Italia su scala nazionale dalle donne. C’erano già state elezioni amministrative parziali con il suffragio femminile, ma comunque questa riforma era stata introdotta dopo la Liberazione. Certamente in ritardo rispetto ad altri Paesi europei, come la Gran Bretagna e la Germania. Bisogna aggiungere però che tale preclusione nei confronti delle donne, dovuta anche ai vent’anni di dominio del fascismo, regime dittatoriale fortemente maschilista, era durata quasi altrettanto in Francia, cioè nella culla della grande rivoluzione promotrice dei diritti dell’uomo. Mentre può apparire sorprendente che la prima caduta della discriminazione fosse avvenuta oltre mezzo secolo prima in un ambiente coloniale, la Nuova Zelanda.