di
Antonio Carioti
Il romanzo «1984» dello scrittore britannico è una pietra miliare della letteratura del Novecento
«Prima o Dopo» è uno dei giochi del Corriere della Sera. Ogni giorno viene proposta una sfida di cultura generale: una sequenza di dieci eventi da collocare correttamente lungo una linea del tempo, in ordine cronologico. «Prima o Dopo» consiste nel capire se un determinato evento è accaduto prima o dopo rispetto agli altri della lista, fino a ricostruire l’ordine corretto dell’intera sequenza. Ogni mercoledì, sul sito del Corriere, viene svelata la data di uno degli eventi del gioco, fornendo un indizio utile per completare la griglia e avvicinarsi alla soluzione finale. Un modo per mettere alla prova la propria memoria storica, la logica temporale e la conoscenza degli eventi che hanno segnato la storia.
Una pietra miliare della letteraturaOggi, se si nomina il Grande Fratello, a molti viene alla mente soprattutto, o magari soltanto, la nota trasmissione televisiva nelle sue diverse varianti. Ma il titolo di Mediaset non è originale, deriva da una pietra miliare della letteratura. Il Grande Fratello è infatti l’autorità suprema del regime dispotico a partito unico immaginato dal grande scrittore inglese George Orwell (pseudonimo di Eric Blair) nel suo capolavoro intitolato 1984. C’è indubbiamente del genio in chi riesce a descrivere con vivida lucidità gli aspetti più inquietanti del presente gettando un occhio anche agli sviluppi del futuro. Orwell aveva ancora da vivere solo alcuni mesi quando pubblicò, l’8 giugno 1949, il suo romanzo. Nato nel 1903, sarebbe morto il 21 gennaio 1950. Ma fece in tempo a lasciarci, con la cupa distopia che pervade quell’opera, una denuncia accorata del pericolo totalitario e un allarme sulle modalità ancor più oppressive che avrebbe potuto assumere grazie alle tecnologie avanzate.







