di

Antonio Carioti

L’ordine del giorno Grandi delle 2 di notte in cui si esortava il re Vittorio Emanuele III a riprendere «l’effettivo comando» delle Forze armate

«Prima o Dopo» è uno dei giochi del Corriere della Sera. Ogni giorno viene proposta una sfida di cultura generale: una sequenza di dieci eventi da collocare correttamente lungo una linea del tempo, in ordine cronologico. «Prima o Dopo» consiste nel capire se un determinato evento è accaduto prima o dopo rispetto agli altri della lista, fino a ricostruire l’ordine corretto dell’intera sequenza. Ogni mercoledì, sul sito del Corriere, viene svelata la data di uno degli eventi del gioco, fornendo un indizio utile per completare la griglia e avvicinarsi alla soluzione finale. Un modo per mettere alla prova la propria memoria storica, la logica temporale e la conoscenza degli eventi che hanno segnato la storia.

25 luglio 1943«Voi avete provocato la crisi del regime». Così Benito Mussolini avrebbe ammonito i membri del Gran Consiglio del fascismo che, intorno alle 2 di notte del 25 luglio 1943, avevano votato l’ordine del giorno il cui primo firmatario era il gerarca Dino Grandi. Un documento nel quale si esortava il re Vittorio Emanuele III a riprendere «l’effettivo comando» delle Forze armate, delegato al Duce nel 1940, e ad assumere una «suprema iniziativa di decisione». Sulla base di quella delibera, nel successivo pomeriggio, il sovrano avrebbe destituito e fatto arrestare il capo del fascismo, sostituendolo alla guida del governo con il maresciallo Pietro Badoglio. In base alle attente ricerche compiute dallo storico Emilio Gentile, oggi però possiamo dire che quella fatidica frase sulla «crisi del regime» Mussolini non la pronunciò affatto. Certo, il leader romagnolo, riportato in sella dai tedeschi al vertice dell’effimera Repubblica sociale italiana, scrisse di aver apostrofato così il Gran Consiglio nei suoi ricordi apparsi sul «Corriere della Sera» nel 1944 (poi raccolti nel libro Storia di un anno). Ma gli si può credere?