Dopo un blocco quasi totale durato 88 giorni, l'Iran ha iniziato a ripristinare l'accesso a internet internazionale. L'ordine, firmato dal presidente Masoud Pezeshkian, mette fine al blackout più lungo della storia globale, imposto lo scorso 28 febbraio in concomitanza con l'avvio dei raid nippo-americani e israeliani. La notizia ha scatenato l'entusiasmo sui social media dei cittadini, rimasti isolati dal mondo per quasi tre mesi, anche se la connettività resta instabile e piattaforme come WhatsApp rimangono accessibili solo tramite VPN.La decisione del regime di riaccendere la rete è dettata soprattutto dal devastante impatto economico. Il blackout ha infatti inflitto un colpo durissimo alle tantissime piccole imprese e commercianti che, a causa degli alti costi dei negozi fisici, basavano le proprie attività esclusivamente su Instagram e Telegram; molti di loro hanno perso clienti e si ritrovano oggi sommersi dai debiti.Mentre il ministro delle Comunicazioni, Sattar Hashemi, ha lodato la scelta parlando di un passo verso "un'economia dinamica", gli analisti internazionali di NetBlocks e Chatham House invitano alla cautela. Il ripristino nelle varie province potrebbe richiedere settimane e le autorità di Teheran restano pronte a staccare nuovamente la spina qualora dovessero scoppiare nuove proteste interne o nel caso in cui i delicati negoziati di pace per porre fine alla guerra dovessero naufragare.
L'Iran riapre internet dopo 88 giorni di blackout: gioia e danni economici - Treccani
Dopo un blocco quasi totale durato 88 giorni, l'Iran ha iniziato a ripristinare l'accesso a internet internazionale. L'










