HomePoliticaLa filosofia della riforma elettorale: salvare la logica bipolare col premio di maggioranzaIl modello proporzionale che piace a Meloni punta a superare l’ingovernabilità. Ma anche il centrosinistra avrebbe l’incentivo a federarsi in un vero campo largoLa segretaria del Pd Elly Schlein, 41 anni, e, sullo sfondo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nata nel 1977 (Imagoeconomica)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 28 maggio 2026 – Il dibattito sulla legge elettorale in Italia è la spia che lo spettro dell’ingovernabilità torna ad aggirarsi tra i palazzi del potere. L’attuale Rosatellum è un sistema misto tra collegi uninominali (un terzo) e riparto proporzionale (due terzi) che, per produrre un vincitore chiaro, presuppone l’esistenza di coalizioni ampie, polarizzate e distribuite in modo omogeneo sul territorio.
Il rischio ‘larghe intese’ o governo tecnico
I sondaggi odierni descrivono però uno scenario diverso: un riavvicinamento tra centrodestra e centrosinistra, una redistribuzione dei pesi politici interni alle coalizioni – complice la crescita di nuovi attori come Vannacci – e una spaccatura geopolitica tra un Nord a trazione destra e un Sud orientato a sinistra. Dinamiche, queste, che riducono drasticamente le probabilità di avere un vincitore certo il giorno dopo il voto. Emerge così il rischio del pareggio. Un risultato senza vincitori aprirebbe la strada al ritorno alle classiche dinamiche della democrazia negoziata di stampo centripeto, fatta di trattative post-elettorali lunghe, governi di larghe intese o assetti tecnocratici di transizione sotto la regia del Quirinale.











