Guerra cognitiva Al centro del dibattito il ruolo della disinformazione nelle moderne guerre. Fake news, propaganda, cyberattacchi e contenuti generati con l'aiuto dell'intelligenza artificiale vengono utilizzati per influenzare l'opinione pubblica e destabilizzare i sistemi democratici. A descrivere il nuovo scenario è stato Derrick de Kerckhove: "Il punto di svolta delle guerre ibride è cognitivo: le fake news non cercano più solo di ingannare, ma di rompere l'orientamento. Quando una società non sa più a cosa credere, diventa governabile per shock, paura, appartenenza". L'allarme sulla diffusione della propaganda russa è stato rilanciato anche da Diego Ciulli, responsabile government affairs and public policy di Google per Italia, Grecia, Cipro e Malta.