“Lodevole l’apertura del governo su molti temi. Ma un confronto con le opposizioni sarebbe stato utile”. Barbara Beltrame Giacomello è la presidente di Confindustria Vicenza, fra i poli industriali più importanti e dinamici del paese, e col Foglio traccia un bilancio tutto sommato positivo dell’assemblea di Confindustria andato in scena ieri a Roma. “È positivo che la premier Giorgia Meloni abbia proposto un tavolo di confronto sulla burocrazia”, spiega al Foglio. “Tra carte e comitati vari, siamo stufi di aspettare 10 anni per tirare su un capannone o mettere il fotovoltaico. Ma è da segnalare anche il sostegno del governo su molti altri temi – dice Giacomello – come l’esigenza di avere salvaguardia energetica europea e lavorare insieme per un'energia più o meno uguale per tutti”. Meloni ha promesso di estendere a tutto il territorio nazionale il modello della Zes unica (con i suoi vari benefici), ribadito l’accelerazione sul nucleare con legge delega entro l’estate e aperto a software e cloud negli incentivi del governo. “I tavoli sono belle iniziative, e ieri Meloni ci ha riempito di complimenti. Ma noi siamo in grossa difficoltà, e stiamo andando avanti solo grazie a noi stessi”. Nemmeno le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza hanno dato lo slancio sperato. La dealdine è fissata al 30 giugno, e per il Financial Times si è rivelato un “fallimento”. “Sicuramente non è stato una svolta sulla produttività”, ammette la presidente, che comunque non è d’accordo con la sentenza del quotidiano britannico: “Se non ci fosse stato il Pnrr chissà cosa sarebbe successo alle imprese italiane. Sicuramente ci sono stati degli errori e delle mancanze, ma bisogna prendere il meglio da questa esperienza e cercare di replicarlo”.Per Giacomello l'esecutivo di Meloni ha fatto passi avanti importanti verso il mercato estero. "Ottimi gli accordi il Mercosur e con l'india, ci garantiscono sbocchi importanti". Ma guardando più in generale agli ultimi quattro anni, le politiche industriali del governo sono state efficaci? “Insomma, non tantissimo”, risponde. “E sono stata molto carina a dirlo in questa maniera”. Del resto, gli ultimi mesi fra gli industriali e il loro ministro di riferimento Adolfo Urso ci sono stati alti e bassi. Per riaccendere il nervosismo basta citare un sostantivo e un numero: Transizione 5.0. “Ma come si fa a non metterci dentro anche sostegni per software e i cloud? Sono costi enormi per le aziende – spiega Giacomello –. Come si fa a non incentivare i tuoi territori, le tue imprese a investire in questa tecnologia? Il mondo sta correndo, e rispetto a Cina e India siamo indietro di almeno 15 anni sull’innovazione”. In generale, secondo la presidente, tutte le politiche messe in atto da Urso “sono molto, molto lente. E le aziende invece hanno bisogno di piani molto veloci. Se devo investire in digitalizzazione lo devo poter fare immediatamente”. Il rischio c’è il rapporto con l’esecutivo, già dal miliardo sì/miliardo no di Urso su Transisizione 5.0 a marzo. “Dobbiamo recuperare la fiducia”, dice Giacomello. “E magari questo cantiere comune è la buona occasione per farlo”. Bene o male l’intero governo ieri ci ha messo la faccia. Dal fronte dell’opposizione, invece, l’assenza di Elly Schlein e Giuseppe Conte è stata percepita come un’occasione mancata. Per lo meno da Giacomello. “Le elezioni sono fra un anno, e sarebbe stato utile confrontarsi con loro e capire che tipo di modello industriale hanno in mente, se ce l’hanno – spiega – Credo che sia fondamentale parlare con tutti senza ideologie. L’obiettivo è uno solo: avere un piano di industrializzazione comune per l'Italia. Cosa che neanche oggi abbiamo più di tanto”. Corposa la delegazione dem a fare le veci di Schlein, dal responsabile economico del Pd Antonio Misiani al pluriministro (anche del Lavoro) Andrea Orlando. “Non ho avuto occasione di parlarci”, ammette l’imprenditrice. Unico leader del campo largo presente: Nicola Fratoianni. “È la prima volta che partecipo all’assemblea di Confindustria. Vengo qui per imparare”, ha detto il co-numero 1 di Avs. Giacomello è glaciale: “Non commento”.
Beltrame Giacomello (Confindustria): "L'assenza di Schlein e Conte dall'assemblea è un'occasione persa"
"Bene Meloni sulla sburocratizzazione. Le politiche industriali di Urso? Troppo lente, e il Pnrr non ha svoltato la nostra produttività. Ma a un anno dalle elezioni confrontarci con i leader di opposizione sarebbe utile". Colloquio con la presidente di Confindustria Vicenza














