La premier fa suo l’appello al coraggio degli Industriali e rilancia un grande patto per liberare il Paese dalla gabbia delle regole senza senso che tengono in ostaggio la crescita. E l’Europa la smetta di essere fragile o la storia farà giustizia

Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, aveva terminato da pochissimi minuti la sua relazione in occasione dell’Assemblea degli industriali, quando Giorgia Meloni, in platea accanto a Sergio Mattarella, si è alzata, è salita sul palco e ha preso la parola. Preceduta solamente da un brevissimo videomessaggio della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Un’intervento di una quarantina di minuti scanditi da applausi non sempre fragorosi, che ha avuto fin da subito le sembianze di un appello all’unità, una sorta di patto tra governo e imprese. E che è partito proprio da Mattarella.

L’importanza di essere una squadra

“Voglio soprattutto rivolgere un saluto e un ringraziamento particolare al Presidente della Repubblica. Lo dico al di là delle formalità, la sua presenza ricorda alla nazione intera quanto importante sia il ruolo che l’industria italiana ricopre”. Poi, guardando agli imprenditori, la premier ha sottolineato la consistenza di un asse tutt’altro che sfilacciato. “Tra governo e Confindustria ci siamo confrontati senza pregiudizi e senza sconti. A volte abbiamo lavorato spalla a spalla, a volte ci siamo detti che non eravamo d’accordo, ma il metodo adottato è stato una piccola grande rivoluzione. Abbiamo dimostrato che anche quando si parte da posizioni diverse, possiamo ritrovarci ad essere squadra se l’obiettivo è lo stesso: e l’obiettivo è lo stesso, mettere la nazione nelle condizioni di affrontare nel migliore dei modi e a testa alta le difficili sfide di questo tempo”.