Bombardieri strategici, caccia, sottomarini e droni. Questi sono soltanto alcuni degli assetti militari americani a disposizione della Nato la cui riduzione, secondo Der Spiegel, è stata comunicata oggi agli alleati. Alcuni dei vuoti lasciati da questi tagli non saranno facilmente colmabili dagli europei: mancano i tempi, le capacità e, in alcuni casi, anche la volontà. Nel frattempo, si avvicina l’appuntamento annuale di luglio ad Ankara. Intervista ad Andrea Gilli, docente di Studi strategici presso l’Università di St Andrews
Stando a quanto rivelato dal quotidiano Der Spiegel, gli Stati Uniti avrebbero comunicato agli alleati Nato un’imminente riduzione degli assetti militari a disposizione dell’Alleanza nel Vecchio continente in caso di crisi. Secondo quanto riporta il quotidiano tedesco, a comunicare la decisione sarebbe stato Alexander Velez-Green, inviato del segretario della Difesa statunitense Pete Hegseth. La mossa segue da vicino gli annunci delle ultime settimane circa la riduzione di diversi contingenti americani in Europa e arriva alle porte dell’imminente summit annuale di Ankara, previsto a inizio luglio. Cosa segnala questa mossa? Quanto incideranno i tagli sulle capacità di difesa europee e quali scenari si aprono per il futuro dell’Alleanza Atlantica? Airpress ne ha parlato con Andrea Gilli, docente di Studi strategici presso l’Università di St Andrews.












