Dopo mesi di speculazioni, gli Stati Uniti hanno annunciato che ridurranno il loro arsenale militare destinato alla Nato in Europa. La decisione – riferisce il quotidiano Der Spiegel – è stata resa nota in una riunione a porte chiuse dal consigliere del Pentagono Alexander Velez-Green. Secondo quanto riferito da due diplomatici dell’Alleanza, gli Usa diminuiranno considerevolmente il numero di bombardieri strategici, aerei da combattimento, droni, sottomarini e navi da guerra, continuando al contempo a fare pressione sugli alleati europei affinché si impegnino maggiormente nella propria difesa. La riorganizzazione della presenza di sistemi d’arma americani nel Vecchio Continente riflette la volontà più volte esplicitata dal presidente Donald Trump di ridimensionare il ruolo di un’alleanza che ha ripetutamente criticato definendola inutile per Washington. Una mossa dettata non solo dall’esigenza di risparmiare, dopo il picco di spese fatto registrare per il conflitto in Medioriente, ma anche dalla volontà dell’amministrazione di presidiare maggiormente il settore Indo-Pacifico. Nell’attuale sistema di ripartizione degli oneri, gli Usa forniscono circa la metà delle capacità militari Nato, ma chiedono da tempo una ridistribuzione. Le proposte statunitensi per la pianificazione futura si sarebbero però rivelate più drastiche di quanto gli europei avessero previsto. Per esempio, riducendo il numero di bombardieri strategici, e diminuendo di un terzo il contributo in termini di aerei da combattimento. La questione cruciale è su quale orizzonte temporale si basino i piani americani.