Dal 1896 il motto riecheggia tra i vicoli del borgo di Chiaramonte Gulfi, sui Monti Iblei: “Qui si magnifica il porco”, frase leggendaria che accoglie in questo ristorante più che secolare. Una celebrazione laica, e piena di gusto, il cui rito si compie nella splendida cucina a stufa che accoglie all’ingresso. Tutto a vista, dal forno Josper al grande calderone in cui, fino a inizio primavera, ribollono i ritagli di maiale per separare il lardo dagli sfridi fritti. Due sale, diverse per dimensioni e lo stesso clima di affabile accoglienza e servizio curato.
Se il maiale qui viene santificato, la sua santità si trova nel menu, a partire dalla pregiata gelatina che è negli anni diventata vanto e simbolo di Majore. Lucida, liscia, impeccabilmente priva di inclusioni o bollicine di aria, profumata di aceto e alloro, tremula agli occhi e scioglievole in bocca. Questa gelatina sovrasta a protezione la parte magra di una terrina, di maiale, inutile dirlo! Il risotto alla Majore ha nel ragù di suino e nel formggio ragusano grattugiato la pienezza del sapore.
Non mancano in stagione le pappardelle ai porcini; tra i secondi piatti troviamo la costata ripiena, le salsicce alla brace, il falsomagro alla siciliana o lo stinco al forno, sempre tutto a base di maiale da celebrare. Presenti in carta anche tagli bovini, per completare l’offerta. Ma in questa trattoria del paese chiamato anche “la terrazza della Sicilia”, per il suo panorama, si arriva per il maiale, in particolare per la famosa gelatina e i salumi prodotti e stagionati in casa: possibile anche acquistarli in moderate quantità e quando non strettamente necessari per il servizio.










